Calcio. Serie A da oggi in campo, in Borsa andamento incerto
Nell’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, Vincenzo Cagnetta, consulente e analista finanziario indipendente di Studio Enca, analizza il rapporto tra risultati sportivi, ricavi e andamento in Borsa delle squadre quotate, evidenziando come il valore di questi titoli resti spesso incerto nonostante la crescita del business calcistico europeo.
Serie A in campo, ecco perché in Borsa l’andamento delle squadre quotate è incerto
Anche in Europa sono iniziati i campionati: i numeri di bilancio dei club europei non sempre trovano riflesso nei listini
Serie A in campo, anche in Borsa. Il fischio d’inizio è stato sabato 23 agosto, mentre in alcuni paesi europei il calcio d’avvio è già avvenuto nei giorni scorsi. In generale l’industria calcistica europea genera ricavi record, ma l’andamento in Borsa delle 15 squadre appartenenti all’Uefa evidenzia un quadro in chiaro e scuro. Vediamo quali accortezze considerare nel caso si voglia investire in azioni di una squadra di calcio Ue (in Italia quotate soltanto Juventus e Lazio), valutando rischi e opportunità.
I dati (parziali) del 2025
Nei primi mesi di quest’anno, soltanto sette dei quindici club europei quotati hanno pubblicato i dati parziali dell’esercizio 2024/25 (per omogeneità di confronto nella tabella sono riportati i dati consolidati relativi al 2023/24). Juventus, Lazio, Manchester United, Borussia Dortmund, Celtic, Benfica, Porto hanno reso note le loro semestrali (o trimestrali), offrendo un termometro aggiornato sullo stato dei conti.
Un aspetto saliente emerge subito: i numeri di bilancio non sempre trovano un riflesso immediato nei mercati. In diversi casi, ricavi e margini hanno mostrato segnali di miglioramento, ma le quotazioni hanno reagito in modo effimero o in controtendenza. Al contrario, il mercato ha premiato con decisione quei club che hanno saputo rafforzare la struttura patrimoniale o restituire credibilità alle prospettive future, come dimostrano i casi di Benfica e, in misura minore, Porto.
Juventus
Nel primo semestre 2024/25, la Juventus ha registrato ricavi per 291,6 milioni (+53% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e un utile di 16,9 milioni dopo la perdita di oltre 90 milioni dell’anno precedente. Il titolo ha reagito con un rialzo immediato (circa il 10%), sostenuto dal ritorno in Champions League. La spinta, però, non si è consolidata: il mercato rimane cauto, interpretando i miglioramenti come congiunturali più che strutturali (-52,5% la performance in Borsa in 5 anni).
Lazio
La Lazio ha chiuso il primo semestre 2024/25 con un utile netto di 600mila euro, in forte calo rispetto all’anno precedente. Nonostante la redditività limitata, il titolo continua a muoversi con una dinamica spesso speculativa a Piazza Affari. Ne è prova il rapporto price/valore contabile pari a 57,7, un livello fuori scala rispetto ai fondamentali: il multiplo elevato non riflette tanto i flussi reddituali correnti, quanto piuttosto le attese del mercato su plusvalenze da calciomercato e partecipazioni europee. Una situazione che conferma come la valutazione in Borsa del club resti scollegata dalla reale capacità di generare utili in modo strutturale (-39% la performance in Borsa in 5 anni).
Manchester United
Il Manchester United ha superato la soglia della redditività operativa nel terzo trimestre fiscale 2025, con un utile operativo di 700mila sterline rispetto a una perdita pesante (66,2 milioni) registrata l’anno precedente. Parallelamente, l’adjusted Ebitda ha registrato un balzo notevole (+274%), segnalando una gestione più efficiente dei costi e un recente dinamismo commerciale. Il titolo (quotato al Nyse) è salito nel breve (+15% dopo la pubblicazione), ma da inizio anno resta in pareggio +0,75%. Il mercato continua a scontare le incertezze legate alla governance e al piano industriale, nonostante i segnali di recupero (+20% la performance in Borsa in 5 anni).
Celtic
Il club scozzese ha chiuso la prima metà della stagione (semestre chiuso il 31/12/2024) con un margine operativo ante imposte in forte crescita: 43,9 milioni di sterline (+45% rispetto ai 30,3 milioni del 2023). Questo è avvenuto nonostante una lieve contrazione dei ricavi (−2,1%), grazie soprattutto alle plusvalenze da trasferimenti, salite a 21,5 milioni dai 2,6 milioni di un anno prima. Il risultato segnala un’abile gestione delle risorse, anche se il club avverte che il secondo semestre sarà meno favorevole, a causa del riconoscimento dilazionato dei proventi Uefa e della possibile riduzione dei guadagni da mercato.
Sul fronte borsistico, la reazione immediata è stata contenuta: il titolo non ha registrato scosse significative dopo la pubblicazione dei conti, segno che i dati erano in parte attesi. Più marcata, invece, la dinamica successiva: dopo un calo a partire da fine marzo, il titolo ha messo a segno un forte recupero da fine aprile, arrivando a segnare un +9,25% da inizio anno. Nel complesso, i risultati confermano la capacità del Celtic di mantenere un equilibrio economico-finanziario anche in un contesto di ricavi stabili, facendo leva sulla gestione attiva del parco giocatori (+59% la performance in Borsa in 5 anni).
Borussia Dortmund
Il Borussia Dortmund ha diffuso il 10 febbraio 2025 i conti del primo semestre 2024/25 (luglio–dicembre). I ricavi sono scesi a 244,5 milioni di euro (-4,6%), mentre i proventi totali, inclusi i trasferimenti, si sono ridotti del 23% a 281,9 milioni. L’Ebitda è calato a 58,7 milioni (da 121,5) e l’utile netto a 7,7 milioni (da 70,6). La flessione riflette soprattutto la minore generazione di plusvalenze rispetto all’anno precedente.
Dopo una fase di progressiva discesa fino ad aprile 2025, il titolo (+15,8% da inizio anno) ha registrato un deciso rimbalzo, spinto dal ritorno in Champions League e dalle aspettative legate ai diritti televisivi e al mercato estivo, per poi stabilizzarsi da fine maggio su livelli più alti (-34,3% la performance in Borsa in 5 anni).
Borussia Dortmund
Il Borussia Dortmund ha diffuso il 10 febbraio 2025 i conti del primo semestre 2024/25 (luglio–dicembre). I ricavi sono scesi a 244,5 milioni di euro (-4,6%), mentre i proventi totali, inclusi i trasferimenti, si sono ridotti del 23% a 281,9 milioni. L’Ebitda è calato a 58,7 milioni (da 121,5) e l’utile netto a 7,7 milioni (da 70,6). La flessione riflette soprattutto la minore generazione di plusvalenze rispetto all’anno precedente.
Dopo una fase di progressiva discesa fino ad aprile 2025, il titolo (+15,8% da inizio anno) ha registrato un deciso rimbalzo, spinto dal ritorno in Champions League e dalle aspettative legate ai diritti televisivi e al mercato estivo, per poi stabilizzarsi da fine maggio su livelli più alti (-34,3% la performance in Borsa in 5 anni).
Benfica
Il Benfica ha chiuso il primo semestre 2024/25 con un utile netto di circa 40,3 milioni, più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. In Borsa il titolo è tra i più brillanti: +69,2% da inizio anno (+91% la performance in Borsa in 5 anni), con un rally partito da fine marzo 2025. La crescita dei conti si riflette quindi in un andamento azionario che segnala la fiducia del mercato nella solidità del club.
Porto
Il Fc Porto ha chiuso il primo semestre 2024/25 con un utile netto di 334mila euro, in forte calo rispetto ai 35,4 milioni dell’anno precedente. Decisiva la cessione del 18,5% di Porto StadCo (65 milioni), che ha permesso di ridurre il deficit patrimoniale consolidato da -113,8 a -47,4 milioni tra giugno e dicembre 2024. In Borsa il titolo, dopo una discesa fino a fine maggio, ha recuperato terreno nei mesi successivi e segna un +4,55% da inizio anno (+35% la performance in Borsa in 5 anni).
Le altre società
Tra gli altri club quotati, l’Olympique Lyonnais mostra una performance negativa, con un −8,5% da inizio anno, mentre l’Ajax segna un lieve rialzo nel 2025 (+1,3% da inizio anno), ma su un orizzonte più lungo resta in forte calo (-37,8% negli ultimi 5 anni).
Come investire
«Il valore delle azioni di una squadra di calcio – avverte Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – dipende molto dall’imprevedibilità dei risultati sportivi o dai problemi interni alla gestione del club. Bisogna investire con oculatezza anche perché il mercato è meno liquido rispetto a quello di società di altri settori, rendendo più difficile vendere le azioni rapidamente».



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