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Private Equity: ai fondi piace sempre di più lo sport

Private Equity: ai fondi piace sempre di più lo sport

Il Dr. Vincenzo Cagnetta consulente e analista finanziario indipendente di Studio Enca, intervistato da “Il Sole 24 Ore” sui punti di forza degli investimenti nello sport dal punto di vista dei fondi di Private Equity. Nella pagina sono presenti anche i fondi in ordine di capitale investito (equity) e totale investimento nello sport e il patrimonio complessivo del fondo.

Qui potete leggere l’articolo.

Ai private equity lo sport piace sempre di più: nel 2024 investiti 51 miliardi

Su un patrimonio complessivo di 5.246 miliardi di dollari, i fondi hanno puntato il 127% in più rispetto ai 22,4 miliardi del 2023

Archiviata la scorpacciata di sport grazie alle Olimpiadi di Parigi appena concluse, nel 2024 un altro dato indica che non è ancora finita, almeno dal punto di vista degli investimenti. I fondi di private equity hanno fino ad adesso puntato 51 miliardi di dollari (su un patrimonio complessivo di 5.246 miliardi di dollari), il 127% in più rispetto ai 22,4 miliardi del 2023. Insomma, per ottenere dei “ritorni” interessanti i private equity hanno individuato anche nello sport un’opportunità di investimento redditizia e strategica.

Interesse sempre più in crescita

Non è una novità di quest’anno. Già negli ultimi tempi i fondi di private equity hanno dimostrato interesse per l’industria dello sport perché si sta dimostrando un terreno fertile per gli investimenti. Il Ross-Arctos Sports Franchise Index , che campiona oltre 400 transazioni dal 1960, ha registrato un rendimento annualizzato del 12% negli ultimi due decenni. Questo si confronta, sempre nello stesso periodo, con il 10% dell’S&P 500 e quasi il 15% del private equity. Ma, cosa più importante, Arctos sostiene che gli investimenti sportivi sono stati meno sensibili alle oscillazioni di obbligazioni e azioni.

Private equity preferito alle azioni

Gli investitori con grandi disponibilità finanziarie scelgono il private equity perché “promette” di superare il mercato azionario. Fondi pensione, fondazioni e compagnie di assicurazione attribuiscono un grande valore al concetto di non-correlazione del portafoglio (la correlazione è quel concetto matematico secondo cui il prezzo di un asset si muove in tandem con i prezzi di altri asset). Le squadre sportive nordamericane, per esempio, sembrano avere una correlazione molto bassa con altri asset come azioni, mutui e materie prime. E l’industria sportiva sta vivendo un autentico boom, con una domanda in costante aumento per eventi sportivi, contenuti correlati e persino merchandising, “fertilizzanti” questi per ottenere profitti sostanziosi.

I punti di forza

Uno dei fattori chiave che attira gli investitori è rappresentato dai diritti di trasmissione e streaming. Le competizioni sportive di richiamo sono in grado di attirare un vasto pubblico, sia attraverso i tradizionali canali televisivi sia sulle piattaforme digitali. Questo si traduce in accordi di licenza altamente remunerativi, che sono d’ispirazione per i fondi di private equity in cerca di rendimenti consistenti.

La globalizzazione è un altro elemento cruciale. Lo sport ha il potere di abbattere le barriere geografiche, raggiungendo fan appassionati in ogni angolo del pianeta. Questo aspetto offre un’opportunità unica per gli investitori di espandere i loro orizzonti e sfruttare l’appeal internazionale dello sport per realizzare guadagni significativi.

L’innovazione tecnologica rappresenta un altro fattore trainante. La crescente adozione di nuove tecnologie sta rivoluzionando l’esperienza sportiva, creando spazi per miglioramenti in ambiti come il coinvolgimento dei fan, l’analisi delle prestazioni degli atleti e la gestione delle squadre. I fondi di private equity possono giocare un ruolo chiave nell’investire in queste tecnologie all’avanguardia, aprendo la strada a profitti promettenti.

Le difficoltà dei team sportivi

Ma perché le valutazioni dei club, a volte in difficoltà finanziarie, sono allettanti agli occhi dei fondi di private equity? «Questi investitori – risponde Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – vedono in tali situazioni un’opportunità per acquisire partecipazioni a valutazioni vantaggiose. Grazie alla loro esperienza manageriale, i fondi possono intervenire per migliorare la gestione e risollevare le sorti delle squadre o delle organizzazioni coinvolte. L’industria dello sport offre un mix intrigante di crescita, innovazione e potenziale di guadagno. È però essenziale sottolineare – avverte Cagnetta – che come in ogni investimento vi sono rischi da considerare. Le prestazioni sportive possono essere influenzate da fattori imprevedibili come infortuni o decisioni manageriali, e gli investitori devono valutare attentamente queste variabili prima di immergersi nel mondo emozionante ma complesso dello sport».

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