Come scegliere le polizza infortuni integrativa per i calciatori professionisti
Anche i top player come Ronaldo, Lukaku o Ibrahimovic ne hanno bisogno: una polizza integrativa (quella obbligatoria Inail è già stipulata dalla società) che assicuri ulteriormente se stessi. Infatti, la più grande ricchezza di un giovane atleta, famoso o meno che sia, è rappresentata non soltanto dai lauti stipendi e bonus (con i quali magari ha acquistato alcuni importanti immobili), ma dall’integrità del suo “capitale umano”, cioè dalla sua capacità di continuare a creare reddito per un periodo di tempo che di solito non dura più di dieci anni (anche se nel calcio, per esempio, è di solito di quindici anni). Ecco perché è importante che il capitale umano venga assicurato al meglio per tutto il periodo effettivo di attività, cioè con polizze che mettano al riparo in caso di infortuni, malattie e, facendo i debiti scongiuri, morte.
La convenzione calciatori
Anche se nel calcio maschile professionistico esiste la polizza obbligatoria contro gli infortuni Inail, l’accordo collettivo di categoria prevede che le sole società di Serie A stipulino a favore dei propri calciatori polizze integrative. In aggiunta, tutti i professionisti di Serie A, B e C maschile possono aderire in modo facoltativo alla convenzione infortuni proposta dall’Aic (Associazione italiana calciatori), che è una polizza infortuni integrativa ad adesione individuale.
Non solo. La convenzione Aic (in attesa che la Figc porti a termine il processo di riconoscimento del professionismo per le calciatrici) è da questa stagione estesa alle atlete della Serie A con le stesse modalità e condizioni dei loro colleghi uomini.
L’assicurazione è prestata per gli infortuni derivanti dall’attività professionale, per quelli extraprofessionali e per quelli derivanti da ogni altra attività lavorativa o imprenditoriale avente o meno carattere professionale.
Cosa comprende la polizza
Ad eccezione di infortuni derivanti da guida di aeromobili o di mezzi subacquei, pratica di sport estremi o sotto l’influenza di droghe o alcool, sono compresi nella garanzia gli infortuni causati da: strappi e sforzi muscolari, ernie traumatiche, rotture sottocutanee e tendinee (di natura traumatica), distacco di retina e frattura del setto nasale.
È prevista anche una copertura da danno estetico e una supervalutazione dell’invalidità permanente accertata. La polizza Aic prevede anche una copertura di “fine carriera” contro il rischio di un infortunio o di una malattia che possa compromettere definitivamente l’attività agonistica. Per l’invalidità permanente (che vuol dire la perdita totale o parziale della capacità lavorativa) il calciatore può scegliere tra quattro opzioni, ciascuna con diverse combinazioni franchigia/somma assicurata.
Le coperture della polizza
A differenza delle altre polizze in convenzione delle altre federazioni (obbligatorie per i non professionisti), la polizza Aic presenta coperture decisamente più ampie arrivando a importi superiori al milione di euro. Questo è dipeso dal fatto che il business del calcio riesce a generare enormi quantità di denaro rispetto agli altri sport e quindi parallelamente sono necessarie coperture maggiori.
Un’altra novità di quest’anno è l’estensione automatica della copertura “morte improvvisa” a seguito di un infortunio o di una malattia improvvisa, al fine di tutelare tutte le famiglie degli atleti.
Cosa conviene fare
«L’importanza di sottoscrivere polizze assicurative integrative individuali su base volontaria – spiega Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario autonomo di Studio Enca – vale ancora di più per i giovani atleti, che essendo all’inizio della propria carriera sportiva hanno il bisogno di tutelarsi da quei rischi che la possano compromettere definitivamente. Queste polizze tutelano quindi lo sportivo dall’eventuale sopravvenuta incapacità di produrre reddito, completando per gli sportivi professionisti di diritto le coperture parziali fornite dall’Inail e per quelli di fatto (i cosiddetti dilettanti per la normativa) le polizze previste dagli accordi collettivi.
Se l’atleta – continua Cagnetta – soprattutto giovane, non assicura il capitale umano, non pianifica bene il suo futuro. Gli atleti professionisti di diritto e di fatto vanno assicurati, con un massimale adeguato al loro elevato capitale umano, dal rischio di azzeramento dello stesso a seguito di premorienza e invalidità permanente totale da infortuni e malattie. Una polizza caso morte diventa invece preminente nel momento in cui lo sportivo ha familiari a carico».
La polizza integrativa dei top
La convenzione dell’Aic però presenta coperture standard che non permettono di tutelare adeguatamente le celebrità più pagate. «In questi casi – conclude Cagnetta – si dovrà necessariamente puntare a soluzioni personalizzate ad hoc offerte dagli operatori specialisti di livello mondiale, principalmente i Lloyd’s e AIG. Prima di sottoscrivere una polizza è di fondamentale importanza leggere con attenzione tutte le esclusioni, perché potrebbero non offrire il rimborso per determinate situazioni o condizioni. In questo caso si potrebbe valutare la possibilità di estendere la copertura».



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