Private equity e super sportivi, investiti 22,4 miliardi
Il Dr. Vincenzo Cagnetta consulente ed analista finanziario indipendente di Studio Enca, intervistato da “Il Sole 24 Ore” spiega il crescente interesse dei fondi di Private Equity nello sport. Nella pagina sono presenti anche i fondi in ordine di capitale investito (equity) e totale investimento nello sport e il patrimonio complessivo del fondo.
Private equity, quella passione per lo sport da 22,4 miliardi di dollari
Convogliato globalmente sul settore il 42,51% in più sul 2022 (15,75 miliardi di dollari). Nella Serie A dirottati 1,75 miliardi di euro nei club. Cvc è il fondo che spende maggiormente, i più attivi per numero di deal e importi sono quelli Usa
Nonostante tutto ai private equity lo sport piace sempre. Anche se pochi giorni fa è infatti sfumata l’opportunità di investire nella Serie A (diritti Tv a Dazn e Sky per 5 anni a 900 milioni a stagione) i fondi dimostrano a livello mondiale un grande interesse per tutte le discipline.
Dei 3.017,50 miliardi di dollari di patrimonio complessivo, i private equity hanno puntato fino ad adesso in questo settore 22,45 miliardi (1,86 miliardi di dollari nel solo calcio italiano).
L’ammontare investito nelle società sportive più importanti è così balzato del 42,51% rispetto ai 15,75 miliardi “fotografati” dal Sole 24 Ore nel 2022 (+68,13% rispetto ai 13,35 miliardi del 2020), quando il patrimonio totale dei fondi era a quota 1.513 miliardi di dollari.
Bilanci sotto pressione
I recenti naufragi sulla Serie A e, alcune settimane fa, nella Bundesliga tedesca non sono un segnale di inversione di tendenza dei fondi rispetto al business dello sport. Anzi. Nel 2022 e nella prima metà del 2023 sono state diverse le operazioni tra concluse e avviate. L’interesse in questo settore da parte dei private equity non è recente, ma è soltanto negli ultimi tre anni che il mercato ha iniziato a gonfiarsi, spinto anche dal Covid che ha messo sotto pressione i bilanci delle società sportive dal 2020 in avanti.
Dalla Ligue alla Serie A
Al fondo Cvc, uno di quelli che investe di più nello sport, è però andata bene nel calcio spagnolo e in quello francese: le società di calcio hanno già venduto una percentuale dei loro diritti mediatici al private equity dopo che la crisi pandemica aveva eroso le loro entrate. Il fondo, nello specifico, ha iniettato nella Liga spagnola 2 miliardi di euro in cambio dell’8% dei profitti ottenuti dalla vendita dei diritti di trasmissione per 50 anni. Nella Ligue 1 francese, invece, l’investimento è stato di 1,5 miliardi.
Nel calcio italiano sono poi andati a segno investimenti del fondo Redbird Capital sull’equity di Milan (1,2 miliardi), Bain Capital sull’Atalanta (275 milioni), Lion Rock sull’Inter (160 milioni di dollari) e di 777 Partner sul Genoa (100 milioni).
I private equity più attivi
I fondi più attivi per numero di deal e importi investiti sono americani (28 deal su 43) e questo anche grazie al fatto che vantano masse in gestione mediamente più elevate dei loro competitor. Delle prime 10 operazioni per dimensioni, 8 riguardano fondi americani e di queste 4 hanno come target lo sport a stelle e strisce.
Il perché dell’interesse
Il crescente interesse dei private equity è dovuto al fatto che il mondo dello sport sta vivendo un autentico boom, con una domanda in costante aumento per eventi sportivi, contenuti correlati e merchandising. Tutto ciò attira l’attenzione di investitori desiderosi di capitalizzare su questa nuova tendenza ottenendo profitti sostanziosi. Uno dei fattori chiave che attira gli investitori è rappresentato dai diritti di trasmissione e streaming. Le competizioni sportive di richiamo sono in grado di attirare un vasto pubblico, sia attraverso i tradizionali canali televisivi, sia sulle piattaforme digitali. Questo si traduce in accordi di licenza altamente remunerativi che sono d’ispirazione per i fondi di private equity in cerca di rendimenti consistenti.
Globalizzazione e innovazione
La globalizzazione è un altro elemento cruciale. Lo sport ha il potere di abbattere le barriere geografiche, raggiungendo fan appassionati in ogni angolo del pianeta. Questo aspetto offre un’opportunità unica per gli investitori di espandere i loro orizzonti e sfruttare l’appeal internazionale dello sport per realizzare guadagni significativi.
Anche l’innovazione tecnologica rappresenta un fattore trainante. La crescente adozione di nuove tecnologie sta rivoluzionando l’esperienza sportiva, creando spazi per miglioramenti in ambiti come il coinvolgimento dei fan, l’analisi delle prestazioni degli atleti e la gestione delle squadre. I fondi di private equity possono giocare un ruolo chiave nell’investire in queste tecnologie all’avanguardia, aprendo la strada a profitti promettenti.
I pro e i contro
Le valutazioni delle organizzazioni sportive, a volte in difficoltà finanziarie, sono allettanti agli occhi dei fondi di private equity. Questi investitori possono capitalizzare su queste opportunità per acquisire partecipazioni o investire a valutazioni vantaggiose, mettendo a frutto le loro competenze nella gestione aziendale e contribuendo a risollevare le sorti delle squadre o delle organizzazioni coinvolte.
«L’industria dello sport – sottolinea Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – offre un mix intrigante di crescita, innovazione e potenziale di guadagno. È però essenziale sottolineare che, come in ogni investimento, vi sono rischi da considerare. Le prestazioni sportive possono essere influenzate da fattori imprevedibili come infortuni o decisioni manageriali, e gli investitori devono valutare attentamente queste variabili prima di immergersi nel mondo emozionante ma complesso dello sport».




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