Non solo Superlega, sul calcio Ue puntano anche i fondi comuni
Era un’opportunità per gli amanti del rischio azionario. Anche gli investitori in titoli delle squadre di calcio europee quotate in Borsa – e non partecipanti alla Superlega – avrebbero potuto forse entrare nel lungo periodo nell’”élite” del calcio osteggiata da (quasi) tutti e sciolta nell’arco di 48 ore. Ma l’addio alla Superlega, non vuol dire che il tifoso/risparmiatore non possa investire sui più “tranquilli” fondi comuni, proprio adesso che l’offerta si sta intensificando. Da ultimo, infatti, si è aggiunto un Exchange traded fund (Etf) a gestione attiva (con un costo dello 0,75% contro lo 0,40% di media di un Etf a gestione passiva) che destina il 34,5% del patrimonio proprio in società di calcio.
L’opportunità per gli investitori
Il piano di creare la Superlega è stato, come detto, avversato da quasi tutti, tranne dai club direttamente interessati le cui entrate avrebbero potuto avere un notevole incremento e soprattutto divenire più stabili. Attualmente una grossa fetta dei ricavi proviene soprattutto dalla Champions League per le squadre ammesse alla fase a gironi, ma qualificarsi non è così scontato nonostante acquisti di calciatori eccellenti. Con la Superlega, invece, tre quarti dei club avrebbero partecipato di diritto eliminando di fatto l’incertezza della qualificazione. Insomma, un grande vantaggio per gli investitori che, si sa, amano i guadagni molto meno i rischi.
I fondi comuni di investimento
Archiviata la Superlega, investire in azioni delle squadre di calcio potrebbe essere comunque una buona opportunità di rendimento, anche se bisogna essere consapevoli che può essere fonte di perdite, magari arginabili con i fondi comuni. Il vantaggio di investire in questi ultimi, così come negli Etf, è che permettono entrambi di diversificare investendo su molti titoli: i primi sono più cari (e spesso non acquistabili in Italia tramite il proprio intermediario) mentre gli Etf hanno costi contenuti. Tra i club quotati che hanno il maggior favore dei fondi comuni ci sono alcuni di quelli che hanno cercato di promuovere proprio la Superlega: Juventus e Manchester United.
Nello specifico il Lindsell Train Global Equity punta nella “Vecchia Signora” 1,09 euro ogni 100 euro investiti, mentre l’Etf Mvp di Roundhill ne alloca 7 (sempre ogni 100 investiti) nella squadra bianconera. Per Roma e Lazio, invece, le quote investite dall’Etf Mvp scendono rispettivamente a 2,53 euro per i giallorossi e a 51 centesimi per i bianco-celesti. Sul versante inglese, invece, il Manchester United presenta in assoluto la più elevata partecipazione da parte dei fondi comuni con circa il 22% del capitale detenuto della società. Sono ben 9 i fondi che allocano più di 1 euro ogni 100 investiti nei Red Devils: Roundhill Mvp Etf (6,94), Invesco Dynamic Leisure & Entertainment Etf (2,49), Baron Focused Growth Retail (2,41), Lf Lindsell Train Uk Equity Fund (1,60), giusto per citarne alcuni.
I fondi sembrano avere meno interesse per le altre squadre europee (quelle che non avrebbero partecipato alla Superlega) anche se si segnalano alcune eccezioni: il fondo Mapfre Am Behavioral destina nel Borussia Dortmund il 4,87% del patrimonio, nell’Ajax il 2,37% e nell’Olympique Lyonnais il 2,15 per cento. Nel Dortmund si possono trovare partecipazioni di rilievo del Roundhill (6,15%), del Gran Cru Eur (2,33%) e del Dasym Global (2,06%). L’Etf di Roundhill, poi, detiene quote elevate nelle squadre turche del Galatasaray (1,75%), Fenerbahce (3,78%) e Besiktas (3,45%). Al di là di queste eccezioni, le partecipazioni dei fondi raramente superano l’1 per cento.
Non solo calcio
Per chi volesse investire anche in altri sport è sempre presente il Roundhill Mvp Etf che è un fondo lanciato il 17 marzo scorso alla Borsa di New York e che attualmente gestisce 7,5 milioni di dollari. Si tratta del primo Etf dedicato allo sport: oltre al pallone (con una quota come detto del 34,5%), il fondo investe anche nella Formula 1 (9,49%), nella Ferrari (2,85%) e nello sportswear con Nike (4,21%) e Adidas (3,35%). In totale il numero delle partecipazioni è in 37 società.
Rischi e opportunità
«L’investitore retail italiano – commenta Vincenzo Cagnetta analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – ha davanti a sè due possibilità: investire nei singoli titoli azionari privilegiando quelli più solidi oppure comprare quote di fondi comuni che permettono agli appassionati di investire nel loro sport preferito senza per forza concentrare tutto nelle azioni di una o poche squadre. Il nuovo Etf emesso da Roundhill risponde a questa logica (sarà acquistabile subito dopo la pubblicazione del documento Priips).
Potrebbe essere interessato a questo strumento anche chi ha una buona propensione al rischio oppure chi vuole puntare sui titoli ciclici per beneficiare delle riaperture e quindi della ripresa nel 2021. Oltre alla volatilità di breve periodo – conclude Cagnetta – un aspetto da tenere in considerazione è il rischio cambio poiché il fondo investe anche in azioni denominate in dollari e in altre valute».



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