Come investire nelle azioni delle società di calcio
È difficile consigliare a un tifoso di prestare “attenzione” nel caso volesse acquistare titoli azionari della propria squadra di calcio, magari vittoriosa come la Juventus che ha sconfitto per 3-0 martedì scorso l’Atletico Madrid e che ha portato il titolo bianconero a essere sospeso per eccesso di rialzo (chiusura del +17,42% rispetto al giorno precedente, recuperando la perdita dell’11% del 21 febbraio dopo la sconfitta dell’andata). Il tifo per la propria squadra del cuore, si sa, non rende razionali — virtù però necessaria per chi investe denaro.
Ma il punto centrale non è l’investimento nella Juventus (peraltro chi lo ha fatto è stato premiato, vista la vittoria sulla squadra spagnola) o nella Lazio o nella Roma (le uniche tre squadre italiane quotate in Borsa Italiana), ma la consapevolezza che si sta investendo, più in generale, in titoli azionari. Così come bisogna prestare attenzione nell’acquisto di azioni di altri settori, è altrettanto indispensabile farlo nel calcio, data la “particolarità” del settore: una vittoria o una sconfitta sul campo può incidere notevolmente sul valore del titolo.
Fatta questa premessa, investire in azioni delle squadre di calcio può essere un’interessante opportunità di rendimento, ma può anche generare perdite, arginabili se l’investimento è inserito in un portafoglio ben diversificato (tra vari strumenti finanziari, ETF, bond, fondi, ecc.) e in base alla propria propensione al rischio.
La Juventus
L’ingresso della Juventus nel Ftse Mib rappresenta un’eccezione, dato che le società di calcio non hanno generalmente una capitalizzazione elevata. Far parte dell’élite delle quotate a Piazza Affari costituisce una finestra su nuove opportunità di crescita per il club bianconero, che da tempo viaggia costantemente sopra la soglia del miliardo di capitalizzazione. L’aumento dell’appeal e della visibilità internazionale significa maggiore interesse da parte di grandi fondi istituzionali.
Essere nell’indice comporta l’attrazione di capitali da parte dei fondi che investono passivamente in tutti i titoli del Ftse Mib. Questo si traduce in più capitali, maggiore liquidità e scambi. Da quando è stata inclusa nell’indice, la Juventus ha guadagnato circa il 35% e ha un valore di mercato di circa 1,24 miliardi di euro.
L’effetto Ronaldo ha avuto un impatto notevole sui ricavi da merchandising, biglietti e abbonamenti, cresciuti di un terzo. È stato inoltre rinnovato il contratto di sponsorizzazione con Adidas (51 milioni annui dal 2019/20, rispetto ai 25 milioni precedenti). Nel complesso, l’effetto CR7 vale circa 50 milioni sui ricavi.
Con la qualificazione ai quarti di Champions, la Juventus ha incassato 10,5 milioni di bonus UEFA. Tuttavia, un’eventuale eliminazione costerebbe circa 38 milioni di mancati ricavi complessivi (tra premi UEFA, incassi e diritti TV). Al 31 dicembre 2018 l’indebitamento finanziario netto è salito da 310 a 384 milioni.
I fondi nelle tre squadre quotate
Recentemente Merrill Lynch è entrata nel capitale della Juventus con l’1,55%, affiancandosi alla holding Exor (63,77%) e al fondo Lindsell Train (10,01%). Seguono Vanguard (1,02%), Dimensional Fund (0,59%) e BlackRock (0,39%).
Diversa la situazione per i club romani, poco presenti nei portafogli istituzionali: Dimensional Fund detiene lo 0,21% di AS Roma, mentre per la Lazio figurano Go ETF Solution (0,68%) e Alken Asset Management (0,48%). Gli investitori istituzionali evitano spesso società di piccola dimensione e bassa liquidità.
La Lazio
Negli ultimi tre anni, le azioni Lazio hanno guadagnato il 152%, risultando tra i titoli con i migliori rendimenti dell’MTA secondo Mediobanca. In dieci anni, solo 4 titoli su 10 hanno avuto rendimenti positivi, e solo 1 su 4 ha battuto i BTp.
La società di Claudio Lotito mostra indicatori economici solidi e un livello di indebitamento contenuto rispetto al patrimonio netto. Se il club continuerà a crescere nei ricavi mantenendo un debito sostenibile, l’attuale rapporto prezzo/utili potrebbe risultare sottovalutato.
La Roma
La AS Roma è stata la seconda società di calcio italiana, dopo la Lazio, a quotarsi in Borsa (23 maggio 2000). Il 79% delle azioni è detenuto da Neep Roma Holdings Spa, il 3,125% da AS Roma SPV LLC e il resto costituisce il flottante.
La società di James Pallotta controlla AS Roma SPV LLC, partecipata anche da Starwood Capital Group, che avrà un ruolo rilevante nella costruzione del nuovo stadio di Tor di Valle. Questo progetto rappresenta un’importante opportunità di crescita dei ricavi, tramite la creazione di spazi commerciali e di intrattenimento. Il titolo Roma, scambiato intorno a 0,503 euro, ha guadagnato circa il 9,3% in tre anni.
Le precauzioni nell’acquisto di titoli azionari
«Poiché trattasi di asset alternativi, l’investimento in azioni delle squadre di calcio – spiega Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – deve essere inserito solo in un portafoglio ben diversificato e in percentuali ridotte. I destini borsistici dipendono fortemente dai risultati sportivi, quindi questi titoli presentano un’elevata volatilità di breve periodo.
Nel lungo termine, il rischio resta alto poiché redditività e bilanci dipendono comunque dalle performance sportive. Inoltre, i bilanci societari non sono sempre facilmente leggibili per via di plusvalenze e minusvalenze legate al calciomercato. Non tutti i club, infine, dispongono di un’organizzazione commerciale tale da capitalizzare i successi sportivi.»
«Chi è interessato a investire nel calcio – conclude Cagnetta – dovrebbe guardare soprattutto al brand, che rappresenta uno degli asset più importanti, dato il forte legame emotivo e la fidelizzazione tra tifoso e club.»



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