Pensioni, ecco come l’Epap diversifica bene i risparmi di 4 professioni
Nell’intervista a Il Sole 24 Ore, il dr. Vincenzo Cagnetta analizza la politica di investimento di EPAP, approfondendo asset allocation, diversificazione internazionale e struttura gestionale del patrimonio previdenziale.
Pensioni, ecco come l’Epap diversifica bene i risparmi di 4 professioni
Il veicolo Eis F.M. è multimanager e rappresenta il 70% del patrimonio
L’unione fa la forza. Anche quando si parla di investimenti. A differenza delle casse mono-categoriali, infatti, Epap riunisce al proprio interno quattro diverse professioni (dottori agronomi e forestali, geologi, chimici e fisici e attuari) e nel 2025 ha ottenuto una discreta performance (4,66%) da investimenti ben diversificati.
La composizione della Cassa
Al 31 dicembre 2025 gli iscritti erano 33.796 (16.469 agronomi e forestali, 13.275 geologi, 3.781 chimici e fisici e 271 attuari) e la platea è cresciuta rispetto all’anno precedente, confermando la capacità dell’ente di attrarre nuove adesioni nonostante le difficoltà che interessano numerose professioni ordinistiche.
Sul fronte patrimoniale, Epap dispone di un portafoglio finanziario di 1,57 miliardi. Il 2025 si è chiuso, come accennato, con un rendimento del 4,66% conseguito in un contesto di mercati finanziari complessivamente favorevole e coerente con il profilo prudente della gestione.
Gli investimenti
L’asset allocation evidenzia una prevalenza della componente obbligazionaria, che rappresenta il 56,36% del patrimonio considerando sia le obbligazioni tradizionali, sia quelle illiquide. La componente azionaria raggiunge il 28%, sommando azioni dirette e fondi azionari. La liquidità pesa per il 9% del portafoglio, mentre gli investimenti alternativi si fermano complessivamente al 6,23% (5,23% private equity e 1% private debt).
Poco immobiliare
Particolarmente contenuta l’esposizione immobiliare. Da chiarimenti forniti dall’ente emerge infatti che dei circa 88,4 milioni classificati nel bilancio alla voce «Fondi immobiliari e private equity», soltanto 6,4 milioni sono riconducibili a fondi immobiliari, mentre oltre 81,9 milioni riguardano investimenti di private equity.
L’immobiliare pesa quindi appena lo 0,41% del patrimonio complessivo. Si tratta di una caratteristica che distingue Epap da molte casse professionali di più antica costituzione. Gli enti previdenziali storici hanno spesso accumulato nel tempo patrimoni immobiliari significativi, frutto anche delle politiche di investimento prevalenti negli anni precedenti alla privatizzazione. Epap, istituita nel 1996 e pienamente operativa dal 2000, presenta invece una struttura degli investimenti fortemente orientata verso strumenti finanziari e con una presenza immobiliare pressoché marginale.
La diversificazione geografica
Anche sotto il profilo geografico il portafoglio appare ben diversificato. L’Italia rappresenta il 22% degli investimenti, mentre il 39% è collocato nel resto d’Europa e il 27% in Nord America. La quota restante è distribuita tra mercati emergenti, Giappone e Asia-Pacifico. Ne deriva una concentrazione sul mercato domestico decisamente inferiore a quella osservabile in molte altre casse professionali.
Il veicolo Eis Flexible Multiasset
Il principale veicolo di investimento dell’ente è il comparto dedicato Eis Flexible Multiasset, che a fine 2025 presentava un valore di mercato di circa 1,11 miliardi (70% del patrimonio finanziario complessivo). «A una prima lettura – spiega Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – il dato potrebbe suggerire una significativa concentrazione gestionale. I chiarimenti forniti dall’ente mostrano però una realtà differente. Il comparto è infatti organizzato secondo un modello multi-manager e risulta suddiviso tra più mandati specialistici, comprendenti strategie azionarie globali, obbligazionarie corporate, governative e flessibili. Una struttura – chiosa Cagnetta – che consente di diversificare gli stili di gestione e le asset class sottostanti, riducendo il rischio di concentrazione presso un singolo gestore».



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