Private equity, ecco quanto investono i fondi nello sport mondiale
Su Il Sole 24 Ore, Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca, analizza la crescente presenza del private equity nello sport mondiale, evidenziando opportunità e rischi legati alla scarsità degli asset, allo sviluppo dei ricavi globali, alla leva finanziaria, alla governance, alle proprietà multi-club e alla forte dipendenza dai risultati sportivi.
Private equity, ecco quanto investono i fondi nello sport mondiale
Nel 2026 investiti 66,5 miliardi di dollari, cioè l’1,1% del patrimonio totale che va in club, leghe, diritti media e infrastrutture. Crescita del capitale dovuta da scarsità di asset e possibilità di sviluppare ricavi globali
Lo sport globale consolida il proprio ruolo di asset class strategica nei portafogli dei fondi di private equity, pur rimanendo un’esposizione marginale sui bilanci complessivi dei giganti dell’investimento. Secondo l’ultima ricognizione di «Plus24» aggiornata a metà agosto 2026, i principali private equity, private credit e investitori sovrani raggiungono 66,5 miliardi di dollari investiti tra club, leghe, diritti media e infrastrutture: una cifra imponente in termini assoluti, che rappresenta però l’1,1% dei 6.101 miliardi di patrimonio gestito complessivo.
La classifica
Silver Lake guida con 16,85 miliardi di dollari, il 14,78% dei suoi 114 miliardi. Seguono Kkr con 6,61 miliardi, lo 0,83% di 796 miliardi, e il Public investment fund (Pif) saudita con 6,2 miliardi, lo 0,67% di 925 miliardi. Cvc arriva a 5,3 miliardi, pari al 2,17% di 244 miliardi. A quota 4 miliardi, ma con incidenze molto diverse, Apollo (0,38% dei 1.047 miliardi) e Sixth Street (2,96% dei 135 miliardi). Tra gli specialisti, Arctos concentra nello sport 2,5 miliardi, il 16,67% di 15 miliardi, mentre RedBird arriva a 2,2 miliardi, il 15,71% di 14 miliardi. Clearlake è a 2,1 miliardi su 185 (1,14%) e Ares a 2 miliardi su 671 (0,30%).
Il capitale cambia scala
L’operazione più recente conferma l’interesse per asset capaci di unire sport, media e immobiliare. L’11 agosto 2026 Apollo Sports Capital ha annunciato un accordo di finanziamento da 2,6 miliardi di dollari, composto da credito ed equity, con Yankee Global Enterprises, la holding della famiglia Steinbrenner che controlla i New York Yankees e partecipazioni in Yes Network e Legends. La quota non è stata resa pubblica e la famiglia conserva il controllo. Pochi mesi prima, il 12 marzo, sempre Apollo aveva completato l’ingresso nel calcio che conta (ha una partecipazione nel Wrexham Afc) come azionista di maggioranza nell’Atlético de Madrid: la stampa finanziaria ha indicato una valutazione vicina a 2,5 miliardi di euro e l’accordo prevede fino a 100 milioni di nuovo capitale per il club e per il progetto Ciudad del Deporte.
Piattaforma di investimenti
Cvc ha invece trasformato una serie di partecipazioni in una piattaforma. Global Sport Group riunisce interessi nella società commerciale de La Ligue (calcio francese), nel Sei Nazioni (Premiership Rugby), nello United Rugby Championship, nella Wta, in Volleyball World e in Equine Network. Dal 2018 Cvc vi ha impiegato circa 4,6 miliardi di euro. Nel marzo 2026 la piattaforma ha ottenuto un finanziamento vicino a 3,7 miliardi: Kkr e Pimco sono stati i principali finanziatori e Kkr ha concordato anche un investimento fino a 200 milioni per una quota del 6%, su una valutazione indicata intorno ai 3,5 miliardi per l’equity e a circa 7 miliardi per l’intera piattaforma, debito compreso.
Sport e spettacolo
La convergenza fra sport e intrattenimento emerge anche dal take-private di Endeavor, completato da Silver Lake nel marzo 2025 a una valutazione di 13 miliardi di dollari per l’equity e oltre 25 miliardi di enterprise value consolidato. Endeavor mantiene un’esposizione centrale all’economia sportiva attraverso Tko, che raggruppa Ufc e Wwe, oltre ad attività di rappresentanza, eventi e contenuti. Nell’agosto 2026 si è poi chiusa l’acquisizione da 55 miliardi di Electronic arts (Ea) da parte del consorzio formato da Pif, Silver Lake e Affinity Partners. Ea è un gruppo diversificato e l’intero prezzo non può essere qualificato come investimento sportivo, ma franchise come Ea Sports Fc, Madden Nfl e Formula 1 mostrano quanto videogiochi, community digitali e licenze siano ormai parte della stessa catena del valore.
Portafoglio ad ampio raggio
Negli Stati Uniti Sixth Street ha ampliato il portafoglio con una quota di minoranza nei New England Patriots ed è stata tra i principali investitori dell’operazione Boston Celtics, inizialmente costruita su una valutazione di 6,1 miliardi di dollari. Il capitale privato non compra più soltanto il risultato sportivo: punta su biglietteria, hospitality, sponsorizzazioni, stadi, immobiliare circostante, dati dei tifosi e distribuzione dei contenuti. Anche l’ingresso di Harbinger Sports Partners negli Athletics, nel luglio 2026, conferma l’estensione del fenomeno, benché quota e prezzo non siano stati comunicati.
Rischi e opportunità
«La crescita del capitale privato nello sport – spiega Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – nasce dalla scarsità degli asset, dalla fedeltà delle tifoserie e dalla possibilità di sviluppare ricavi globali. Ma il rendimento dipende anche da fattori che non entrano facilmente in un foglio di calcolo: risultati, retrocessioni, regole federali, leva finanziaria, proprietà multi-club e consenso delle comunità. Per esempio, il collasso di 777 Partners (aveva investito nel Genoa calcio) ha dimostrato che debito e governance fragile possono trasferire rapidamente il rischio da una partecipata all’altra. Nello sport, più che in altri settori, la licenza sociale non è un elemento accessorio: è una componente del valore».



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