Juve e Lazio, il confronto tra chi vince e perde in Borsa
Su Il Sole 24 Ore, Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca, illustra rischi e opportunità legati alle azioni dei club calcistici quotati, richiamando l’attenzione sulla volatilità dei risultati, sulla dipendenza dalle prestazioni sportive e dalle plusvalenze, sull’indebitamento e sul rischio di diluizione per gli azionisti.
Juve e Lazio, il confronto tra chi vince e perde in Borsa
Tra le azioni dei club calcistici di tutta Europa ci sono opportunità, ma i rischi sono rilevanti
Calcio in Borsa, croce e delizia per tifosi e investitori. Se ai supporter interessano soprattutto le vittorie della squadra del cuore, per chi acquista le azioni dei club contano anche bilanci e prezzi. Le società calcistiche quotate rappresentano un segmento ristretto e molto eterogeneo del mercato azionario; tra i club di Serie A, a Piazza Affari sono presenti soltanto Juventus e Lazio. Sulla base degli ultimi prezzi disponibili al 17 agosto 2026, nell’arco di 12 mesi Porto e Lazio guadagnano rispettivamente il 145,2% e il 97,6%, mentre Manchester United e Benfica avanzano del 34,2% e del 26,4 per cento. Sul fronte opposto, Juventus, Borussia Dortmund e Ajax arretrano rispettivamente del 29,5%, del 13,8% e del 6,4 per cento.
Manchester United
Prima società in Europa in ordine di fatturato, ha chiuso i primi 9 mesi 2025/26 con ricavi in crescita del 3,5% a 520,1 milioni di sterline, sostenuti soprattutto dai maggiori proventi televisivi. In Borsa il titolo guadagna il 50% da inizio anno e il 34,16% su 12 mesi. Il recupero appare sostenuto dal miglioramento della redditività operativa, dal contenimento del costo del personale e dalla qualificazione alla Champions League, che rafforza le prospettive sui ricavi. Sui 5 anni il rialzo è del 38,6 per cento.
Borussia Dortmund
La società tedesca ha chiuso i primi 9 mesi 2025/26 con ricavi in calo del 5,6% a 371,4 milioni, penalizzati soprattutto dai minori proventi televisivi legati al peggiore percorso in Champions League. Il titolo perde il 4,85% da inizio anno e il 13,8% su 12 mesi. La debolezza appare coerente con la contrazione dei ricavi, la riduzione dell’utile e la revisione delle previsioni 2025/26, che indicano una perdita compresa tra 12 e 22 milioni dopo l’eliminazione dalla Champions. Ancora più negativo il bilancio a 5 anni, con una flessione del 54,4 per cento.
Juventus
La Juventus ha chiuso il 2024/25 con ricavi e proventi per 529,6 milioni (+34%, da 394,5) e una perdita consolidata ridotta a 58,1 milioni dai 199,2 dell’anno precedente. Il recupero, favorito nel 2025 dal ritorno in Champions e dal player trading, non si è però consolidato nel primo semestre 2025/26, chiuso il 31 dicembre 2025 e confrontato con il primo semestre 2024/25: i ricavi sono scesi a 260,6 milioni (−11%), l’utile operativo a 11,1 milioni (−65%) e il risultato netto è tornato negativo per 2,5 milioni, rispetto all’utile di 16,9 milioni del corrispondente periodo precedente. In Borsa il titolo perde il 28,84% da inizio anno, il 29,5% in 12 mesi e il 73,3% in 5 anni. Le quotazioni sembrano scontare un riequilibrio finanziario ancora incompleto.
Olympique Lyonnais
Eagle Football Group, la società che consolida l’Olympique Lyonnais, ha chiuso il primo semestre 2025/26, terminato il 31 dicembre 2025, con ricavi, escluso il player trading in calo dell’8%, a 76 milioni rispetto agli 82,9 milioni del primo semestre 2024/25. In Borsa il titolo guadagna l’11,11% da inizio 2026, ma perde il 3,2% rispetto a un anno prima e il 21,4% nell’arco degli ultimi 5 anni.
Porto
Nel primo semestre 2025/26, chiuso il 31 dicembre 2025, rispetto al primo semestre 2024/25, i ricavi operativi esclusi i trasferimenti dei calciatori sono saliti del 5% a 80,88 milioni, dai 77,05 milioni precedenti. Il titolo guadagna il 145,2% in un anno e il 266,2% in 5 anni, coerentemente con il risanamento finanziario e il rilancio sportivo, ma perde il 19,43% da inizio 2026 e l’8,44% in 6 mesi.
Lazio
Nel primo semestre 2025/26, chiuso il 31 dicembre 2025, rispetto al primo semestre 2024/25, il giro d’affari consolidato della Lazio è sceso a 51,83 milioni (−32,8%), soprattutto per l’assenza dalle competizioni europee: i diritti televisivi sono diminuiti a 29,47 milioni da 53,7 milioni. Le cessioni effettuate dopo il 31 dicembre hanno però generato plusvalenze per 31,3 milioni e risparmi salariali per 4,7 milioni, destinati a sostenere i conti del secondo semestre.
In Borsa il titolo guadagna il 97,6% in un anno, il 35,51% in 6 mesi e il 38,91% da inizio anno, nonostante il peggioramento dei conti. Il rally appare legato soprattutto alle indiscrezioni, più volte smentite, su una possibile cessione del club e alle aspettative sul progetto dello stadio Flaminio.
Ajax
Nel primo semestre 2025/26, chiuso il 31 dicembre 2025, l’Ajax ha aumentato i ricavi del 18%, a 110,6 milioni dai 93,3 milioni rideterminati dello stesso periodo 2024/25, soprattutto grazie alla Champions League. Il miglioramento semestrale non ha però sostenuto il titolo: al 17 agosto 2026 l’azione perdeva il 6,4% in un anno e il 39,2% in 5 anni. Le quotazioni sembrano scontare la dipendenza da Champions e cessioni, oltre all’eliminazione europea nel gennaio 2026.
Rischi e opportunità per il retail
«Le azioni dei club calcistici – avverte Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – possono offrire opportunità che però si accompagnano a rischi rilevanti. I risultati economici dipendono fortemente dalle prestazioni sportive e dalle plusvalenze, componenti difficili da prevedere e spesso non ricorrenti. Perdite, indebitamento e patrimonio netto negativo possono rendere necessari aumenti di capitale, con conseguente diluizione degli azionisti. L’investitore retail dovrebbe valutare non soltanto il price/earnings, spesso negativo o non significativo, ma anche generazione di cassa, debito, patrimonio netto, dipendenza dalle cessioni dei calciatori e rischio di nuovi apporti dei soci. L’appartenenza emotiva a un club non dovrebbe sostituire l’analisi dei fondamentali e un’adeguata diversificazione».



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